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Evitando di incorrere in ardui e difficili percorsi di natura filosofica, è bene che il lettore sappia che ad un certo punto della storia un gruppo di persone hanno deciso di mettersi insieme per sperimentare un cammino comune. Diversi punti di partenza e idee sul progetto su cosa possa significare “comunicare”, hanno unito e diviso amici vecchi e nuovi, sognatori e pragmatici. La voglia di raccontare il presente, per dirla con Eco, ha fatto sì che decidessi di coordinare amici di un tempo e possibili collaboratori, affinché mi affiancassero in questo delicato impegno. Un direttore responsabile che fa’ questo per mestiere e perché gli piace (tanto!); uno storico che viene strattonato a esprimersi, ma quando lo fa diventa ancora più arduo limitarlo; un appassionato calciofilo che tratta in salsa amarcord chi ha solcato il campo sportivo cittadino. Non voglio dimenticare un giovane architetto con la passione per l’ambiente e chi ha redatto interviste, impaginato (rigidamente di notte) il formato cartaceo, scritto brevi o lunghi pezzi su indicazione analitica e perentoria di chi lo dirigeva. Il tutto avviene in quel di Vallo della Lucania, paesone o cittadina della sub-regione campana chiamata Cilento, terra in cui la comunicazione ha radici antichissime...
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