Nuove emigrazioni e vecchie conoscenze, Lorenzo Lentini
Postato il Venerdì, 06 febbraio @ 21:35:48 CET di redazione |
|
“Lo spopolamento del 10% del territorio è destinato a crescere”
Ha fatto una scelta ed ha lasciato il Cilento, terra che lo aveva visto combattente a sinistra nelle battaglie comunali e della provincia. Ora, come tanti altri, ha cambiato, o come dice lui, ha dovuto cambiare. Lorenzo Lentini, dopo aver abbandonato lo schieramento in cui ha militato per anni, non vive più a Vallo della Lucania ed è entrato a far parte dei numerosi emigrati dell’era contemporanea, ma non ha abbandonato la vis politica. Anzi. “Ora possiamo iniziare a lavorare per il territorio; grazie all’uscita di scena dell’attuale classe dirigente che lascerà spazio al nuovo”. Lorenzo Lentini, sicuro come non mai, non usa mezzi termini e definisce al capolinea l’attuale sistema politico che ha governato la provincia salernitana.
Una gestione, secondo lui, onnipresente e allo stesso tempo povera di risultati, dove chi ha cercato di lavorare, è stato costretto a farlo – come lui - altrove, in altre parole, ad emigrare come tanti cilentani che qui non hanno avuto sorte per trovare un’occupazione. Conosciuto per tante lotte solitarie e per un modo di fare da gran battitore libero, con la libertà di dire la sua davanti a chiunque, è accompagnata da una calma perenne e, anche se non vive piu’ nell’amato Cilento, segue come sempre i palpiti della sua terra.
La conversazione con il rappresentante vallese di DEMOCRAZIA FEDERALISTA CAMPANIA, appena dopo la presentazione a Vallo del gruppo unico Pdl coordinato da Giuseppe Parente, tocca subito punti salienti e importanti del territorio come il Parco del Cilento e Vallo di Diano. Commissariamento o presidenza? “Per quanto riguarda il parco penso al commissariamento per iniziare a lavorare per la promozione del territorio con una squadra compatta. Non faccio preferenze di nomi, penso che un uomo dell’area parco dovrebbe conoscere bene i punti da cui partire, ma anche una persona di provata competenza sarebbe un’ottima scelta”. Che pensa del centrosinistra che ha governato in Campania come anche nella provincia di Salerno? Penso che nessuno ha veramente difeso De Masi: abbiamo avuto solo una raccolta di firme alla fine infruttuosa. Alla fine è stato comodo non avere un presidente. Per la governabilità e i suoi frutti siamo ad un capolinea, adesso possiamo ripartire, se gli elettori ce ne daranno la possibilità.
Lentini non è nuovo alla politica avendo iniziato a masticarla già da giovane. Dopo la rottura col centro sinistra avvenuta in tempi non sospetti, ha passato un periodo di transizione che lo ha portato a sostenere i politici all’opposizione. Cosa imputa tra i fallimenti di chi ha governato i salernitani? L’insuccesso dell’Agenda 2000 – 2006. C’è stata una distribuzione di fondi che non hanno portato a nessuno sviluppo del territorio: parliamo di fondi che non hanno dato lavoro e crescita per la provincia di Salerno. C’è da ricordare che i soldi erano tanti, milioni di euro, lo sviluppo scadente. Riferimenti specifici? Tornato nel Cilento sono passato nella galleria di Agropoli e la vedo già in degrado. Non so se poi i parcheggi, da tutti indicati come attività amministrativa, o l’apertura dei supermercati possano essere un segno dello sviluppo di una città. Ma anche a Vallo tutto sembra giacere”. Ci sono stati gli eventi che hanno caratterizzato l’estate della provincia. “Jovanotti, ad Agropoli o a Forlì, non rappresenta un evento. In Emilia Romagna al suo concerto non c’erano sponsor pubblici e, ad occuparsi di musica, ci sono stati gli addetti ai lavori, chi nella sua vita scegli di esercitare questa attività e non i preti che qui fanno gli impresari artistici”. Quali le emergenze più gravi? “Lo spopolamento del 10% del territorio e che è destinato a crescere. Non ci sono stati reali segni di sviluppo, tutto sembra funzionale a mantenere lo status quo di chi governa. C’è bisogno non di mega opere, ma di realizzare opere realmente necessarie alla popolazione che vive qui, senza strafare”. Lentini non digerisce che un territorio così potenzialmente ricco di occupazione sia invece un punto da cui allontanarsi per cercare il lavoro che qui difficilmente troveranno. Possiamo però ricordare che ha lavorato per la promozione della documentaristica nel Cilento. “Tutto vero, si trattava del Med Fest, ma è stato, alla fine, un volontariato forzato visto che dei proventi attesi non ho notizie. Non conosco la sorte dei mie ex compagni di lavoro; credo sia stata più felice poiché l’Associazione ora siede al tavolo della programmazione provinciale. Siamo un territorio ospitale, ma L’ospitalità da Favola sembra essere sparito dall’agenda di Villani. Gli spot che vediamo in tv non si sa in quale bilancio andranno registrati, e il peggio è che alimentano solo false aspettative di fronte a un calo ciclopico del turismo con milioni di euro persi per la Borsa del turismo e la Borsa Verde. Se avessero portato quello che promettevano non ci sarebbe stata ancora emigrazione, invece si parte ancora, anche se ci si permette di spendere altri milioni di euro per rallegrare l’estate!” Lentini non digerisce le spartizioni a carattere familistico avvenute a sinistra: “io ho fatto una scelta di campo non per convenienza, non cerco alcuna candidatura ma credo solo, anche da lontano, alla rinascita del Cilento”.
Nicola Nicoletti
|